Etna Valley
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"L'Invisibile"
Immagini fotografiche
dal micro al macro


17 - 30 Aprile 2005
Museo Diocesano
Catania

 

 

 

 
   

L'Associazione Onlus Heritage, nata  a Catania nel 2004 per promuovere il restauro e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano, inaugura ufficialmente la propria attività con una mostra  fotografica dal titolo "L'invisibile",  che si terrà a Catania presso il Museo Diocesano dal 17 al 30 Aprile.
 
Heritage ha scelto un modo originale per iniziare  il suo lavoro sui beni culturali (oggetti che ci affascinano e  stimolano la nostra  fantasia a partire dall'esperienza visiva) presentando ciò che è invisibile. Ma la contraddizione è solo apparente: infatti,  la mostra sarà un'occasione davvero unica per scoprire quale bellezza è nascosta nel mondo invisibile intorno a noi.  In questo viaggio, dall'infinitamente piccolo all'infinitamente grande, il visitatore sarà guidato dai più prestigiosi enti di ricerca  catanesi che hanno messo a disposizione le loro "immagini dell'invisibile": il Laboratorio Nazionale del Sud, l'Istituto per la Microelettronica e Microsistemi del CNR, il Parco Scientifico e Tecnologico di Sicilia, l'Università di Catania con i Dipartimenti di Farmacologia Sperimentale e di Scienze e tecnologie Fitosanitarie; l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l'Osservatorio Astrofisico di Catania.  Le immagini riguarderanno la Fisica dell’atomo e  della materia, la Biologia cellulare animale, vegetale, marina, l’Universo.
Le manifestazioni collaterali prevedono anche dei momenti di approfondimento, di riflessione e di dibattito sul tema della mostra, per capire o immaginare quale "regia" guidi e leghi  il mondo visibile e quello invisibile, tra scienza, filosofia, religione. Un appuntamento da non perdere a cui  siete tutti invitati. Per maggiori informazioni visitate il sito dell'Associazione HERITAGE www.heritageonlus.com

 

 

 

Prefazione alla mostra "L'Invisibile" 
del Prof. Renato Bernardini

…sicut scriptum est: dedit illis Deus […] oculos ut non videant.
[Ovidio, Metamorfosi (VIII, 611-721)]

Così Italo Calvino fa parlare Kublai Kan: “Eppure io so, - diceva, - che il mio impero è fatto della materia dei cristalli, e aggrega le sue molecole secondo un disegno perfetto. In mezzo al ribollire degli elementi prende forma un diamante splendido e durissimo, un’immensa montagna sfaccettata e trasparente”.
Questo passo delle “Città Invisibili” chiarisce immediatamente che le meraviglie della natura, quali sono i diamanti, sono offerte al godimento dei nostri sensi proprio grazie al fatto c
he molecole ed atomi, materia invisibile, ma certamente reale ed occupante spazio, si aggregano e si organizzano in materia visibile e tangibile. Tale concetto è, per esempio, ripreso in una mirabile opera del pittore Umberto Boccioni intitolata appunto “Materia”, da cui si intuisce bene come l’insieme di più parti, a volte in apparenza invisibili o insignificanti se prese a sé, rappresenti un formidabile punto di partenza per l’osservazione, la ricerca e, anche e soprattutto, per le emozioni. Tale mondo invisibile può quindi acquisire le forme più diverse nella nostra fantasia; ma come d’altronde immaginare un atomo e le sue particelle se non attraverso una apposita macchina concepita per scrutare il subatomico e dargli una veste percettibile? Dalla scoperta del subatomico nasce l’esigenza di immaginare ancora l’invisibile aggregazione degli atomi in molecole; e delle molecole tra di loro, che servono per la vita ed alla vita. Ci si riferisce anche a materiali speciali ed alla possibilità di utilizzo di vari composti sia per la realizzazione che per il funzionamento di alte tecnologie. Quelle montagne di cui non solo Calvino parla, ma anche, ad esempio, Hemingway, celano un’invisibile forma di energia, il magma, di cui oggi possiamo, grazie alla tecnologia, prevedere in parte il comportamento. Nell’attesa che la natura, con periodiche eruzioni, renda poi visibile quello che ha lungamente tenuto celato all’occhio.
Passando dal Razionalismo al Romanticismo della mitologia, Atena regalò l’elmo di Ade, dio degli Inferi, a Perseo, per renderlo invisibile mentre si recava ad uccidere Medusa, il mostro che pietrificava chi incontrasse il suo sguardo. Così Perseo uccise Medusa, anche se, in seguito, per dispetti tra Dei e capricci di umani, finì egli stesso per perire miseramente, con il privilegio però di essere trasformato in costellazione, parte di una galassia, aggregato celest
e visibile solo come insieme, ma invisibile, a occhio nudo, in molti dei suoi singoli componenti. Galileo Galilei, pioniere dell’astrofisica moderna, ci ha insegnato a guardare dentro i telescopi, macchine costruite per rendere visibili i corpi celesti, per raggiungerli immediatamente e sensorialmente, dopo averli immaginato con la fantasia, allo scopo di carpirne la forma, la struttura, le dimensioni. E pensare che si dovrebbe viaggiare in alcuni casi per centinaia di migliaia o milioni di anni per raggiungere un punto di certe galassie… L’uomo infatti non finirà mai di viaggiare alla ricerca dell’invisibile; è ammonito che dovrà però, prima di tutto, farlo con l’immaginazione: ”L'atlante dei Gran Kan contiene ancore le carte delle terre promesse visitate nel pensiero ma non ancora scoperte o fondate: la Nuova Atlantide, Utopia, la città del Sole, Oceana, Tamoè, Armonia, New-Lamark, Icaria”. Anche il nostro sommo poeta, Dante, fa dire al viaggiatore Ulisse “…per seguir virtute e conoscenza.”
Se vogliamo, il microscopio non è poi altro che un telescopio che ci permette di scrutare e scandagliare il mondo infinitamente piccolo della cellula animale, vegetale o di altri microcosmi come ad esempio batteri, alghe, funghi, virus, nonchè delle molecole e degli atomi che li compongono. Attraverso la conoscenza delle modificazioni che è possibile indurre nell’invisibile biologico è oggi sensato pensare in modo ottimista a soluzioni per i grandi problemi che affliggono il genere umano, ad esempio nuovi farmaci e strategie innovative per guarire malattie ancor oggi incurabili; nuove, abbondanti produzioni di vegetali per lenire la fame nel mondo e molto altro.
Senza trascurare il bagaglio di esperienza, è indispensabile tuttavia esercitare fortemente la fantasia per elaborare e rendere ben solide le proprie idee e la loro applicazione. La ricerca dell’invisibile ed il rendere visibile l’invisibile rappresentano quindi obiettivi primari dell’umanità con lo scopo di migliorare la qualità della vita, ma, anche e soprattutto, l
a qualità del pensiero.
Infine, chi vuol dedicarsi a rendere visibile quell’Invisibile che è da alcuni ritenuto generatore, tramite i nostri neuroni, dei pensieri, delle idee, dei sogni, della fantasia, delle emozioni?
Approfittate per stimolare appunto la vostra fantasia seguendo l’itinerario di questa mostra, lungo il quale vengono illustrati differenti aspetti dell’invisibile insieme alle soluzioni per svelarne i misteri.
Buon divertimento!

 

 

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